lunedì 26 marzo 2018

Rainer Maria Rilke

“Appena un artista ha trovato il vivo centro della sua attività, nulla per lui è così importante come mantenervisi […]: il suo posto non è mai, neanche per un attimo, accanto allo spettatore e al critico”. Rilke visse fino allo stremo delle sue forze il dissidio fondamentale dell'artista tra la vita e il lavoro, non rinunciando mai alle sue inquietudini, convinto che “scacciando il demone avrebbe respinto anche gli angeli”. La sua poesia è uno dei tentativi più riusciti di allargare lo sguardo oltre la vacuità delle cose.
Consigli di lettura:
Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi, Feltrinelli, 2014
Rainer Maria Rilke/Lou Andreas Salomé, Da qualche parte nel profondo, Passigli, 2009

lunedì 12 marzo 2018

Maria Bellonci

“È l'alba agra di una primavera nebbiosa, sono a letto, la balia Colomba mi desta all'improvviso dicendo cose troppo terrificanti per essere vere.” Forse l'incipit di Rinascimento privato Maria Bellonci lo aveva preso dalla sua stessa esistenza. Da quel lavoro che iniziava all'alba, quando ancora a letto, circondata da libri e dizionari, iniziava a scrivere. E da quel dolore che si portava dietro per la perdita del compagno di vita e di lettere Goffredo Bellonci. Con lui aveva fondato il Premio Strega, frutto di quella bellezza intellettuale cui aspirava la sua stessa scrittura.
Consigli di lettura:
Maria Bellonci, Rinascimento privato, Mondadori, 2016
Maria Bellonci, Il premio strega, Mondadori, 2003

lunedì 5 marzo 2018

Thomas Mann

“Mio padre [...] era un temperamento nordico: contemplativo, profondo […] incline alla malinconia; mia madre, d'indefinito sangue esotico, bella, sensuale, ingenua, […] passionale e indolente. Una mescolanza che, senza dubbio, racchiudeva in sé possibilità straordinarie e straordinari pericoli.” Nelle parole di Tonio Kröger all'amica Lisaweta c'è lo stesso Thomas Mann: il dissidio tra il Nord e Sud dei genitori, il conflitto del borghese smarritosi nell'arte, il bohémien con la nostalgia delle buone maniere.
Thomas Mann, Tonio Kröger, Einaudi, 2016
Thomas Mann, Romanzo di una vita, Il Saggiatore, 2012

lunedì 5 febbraio 2018

Maria Corti

“Al di là degli eventi che passano, le Carte durano, ciascuna con la sua minuscola storia e vivono [...] E quando anche noi ce ne andremo, loro le Carte resteranno lì e non sapranno mai che non ci siamo più.” Maria Corti, filologa, scrittrice, semiologa, ha rincorso i fantasmi della letteratura e grazie alla passione e alla grande forza di volontà che la contraddistinguevano ha dato vita, tra le altre cose, a quella meraviglia del Fondo Manoscritti di Pavia dove «vivono» i carteggi di molti dei migliori autori italiani moderni e contemporanei.
Maria Corti, Ombre dal fondo, Einaudi, 1997
Maria Corti, Dialogo in pubblico. Intervista di Cristina Nesi, Bompiani, 2006

lunedì 15 gennaio 2018

Paul Celan

“Tentai di togliergli le pietre dal petto per sentirlo cantare. Ma lui scelse la via dell'acqua e la pietra nel fiume va a fondo.” È quanto scrive Ingeborg Bachman a proposito dell'amico, una volta amante, Paul Celan. Ebreo rumeno di madrelingua tedesca, morto suicida nella Senna, Celan abbandonava ai flutti la sua poesia che lui stesso aveva definito un «messaggio nella bottiglia», dolorosa testimonianza di un'esistenza segnata dalla guerra e dall'olocausto.
Paul Celan, La sabbia delle urne, Einaudi, 2016
Ingeborg Bachman/Paul Celan, Troviamo le parole. Lettere 1948-1973, Nottetempo, 2010

lunedì 8 gennaio 2018

Emily Dickinson

“Non ho altra/ vita da che vivere questa/ da vivere qui/ Né altra morte che questa/ se non/ scacciata/ espulsa/ da qui// Né supplica / al mondo/ a venire...”. Soltanto sette dei componimenti di Emily Dickinson furono pubblicati in vita, gli altri 1775 li trovò la sorella dopo la sua morte. Si trattava di tanti foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo contenuti tutti in un raccoglitore. Emily visse quasi tutta la sua vita chiusa nella sua stanza, con la convinzione che per fare qualunque cosa bastasse la fantasia.
Emily Dickinson, Buste di poesia, Archinto, 2017
Lyndall Gordon, Come un fucile carico. La vita di Emily Dickinson, Fazi Editore, 2012

lunedì 25 dicembre 2017

Gianni Rodari

“Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.” Gianni Rodari, studiato e celebrato in tutte le scuole dell'URSS, definito dal Vaticano un «ex-seminarista cristiano diventato diabolico», ha insegnato a tutti, grandi e piccini, a «imparare ridendo». E forse lo ha fatto meglio di chiunque altro.
Gianni Rodari, Grammatica della fantasia. Introduzione all'arte di inventare storie, Einaudi, 2013
Gianni Rodari, Favole al telefono, Einaudi, 2010