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lunedì 25 giugno 2018

Sylvia Plath

“Povera Plath troppo alta per le miserie della terra,/meglio certamente la morte/e un forno crematorio/alle continue bruciature del vento,/meglio Silvia l'avveniristica impresa/di una donna che voleva essere donna/che è stata scalpitata da un uomo femmina.” Solo Alda Merini, ritrattista d'eccezione, poteva dare lucidità alla follia della Plath. Di parole se ne sono dette tante, ma forse non saranno mai abbastanza. Bisogna leggere tutto di Sylvia, e di Ted*. E giacché vi trovate leggete anche l'ultimo di Connie Palmen.
*Ted Hughes ha dedicato a Sylvia Lettere di compleanno, già (stra)consigliato: Ted Hughes in 500 caratteri

Consigli di lettura:
Leonetta Bentivoglio, Sylvia Plath. Il lamento della regina, Edizioni Clichy, in ristampa.
Connie Palmen, Tu l'hai detto, Iperborea, 2018.

lunedì 6 novembre 2017

Ted Hughes

“Non sapevo che stavo sostenendo l'audizione/per il ruolo di primo attore nel tuo dramma,/mimando i primi facili movimenti/come a occhi chiusi, cercando a tentoni il personaggio./Come una marionetta azionata per prova,/o le zampe di una rana morta toccata dagli elettrodi.” I suoi versi più belli Ted Hughes li ha scritti senza dubbio per Sylvia Plath, solo che lei era già morta e non li ha mai letti. Una storia d'amore finita male, una poesia felicemente ispirata. Da riscoprire.
Consigli di lettura:
Ted Hughes, Lettere di compleanno, Mondadori, 1999
Diane W. Middlebrook, Suo marito. Ted Hughes e Sylvia Plath. Ritratto di un matrimonio, Mondadori, 2009