lunedì 2 luglio 2018

Jules Joseph Colette

“Quanto a mio padre... «Lei è proprio quello che desiderava essere, e che non ha potuto essere da vivo». Queste parole mi lasciano pensosa e commossa. Su uno dei ripiani più alti della biblioteca mi sembra ancora di vedere una fila di volumi cartonati, col dorso di tela nera. […] quando mio padre morì la biblioteca divenne una camera da letto, e i libri furono tolti dagli scaffali. «Vieni un po' a vedere» mi chiamò un giorno il mio fratello maggiore. […] quella decina di volumi cartonati ci svelava il suo segreto, accessibile ma disdegnato per tanto tempo. Duecento, trecento, centocinquanta pagine per volume; una bella carta vergata, di un bianco latteo, oppure spessa. «da scuola», rifilata con cura, centinaia e centinaia di fogli bianchi... Un'opera immaginaria, il miraggio di una carriera di scrittore.” Regaliamo qualche carattere in più all'opera mai scritta del capitano Jules Joseph Colette, padre della nota scrittrice, che a suo modo ha raccontato una storia pur non scrivendone neanche una riga. I suoi fogli bianchi furono usati dal figlio per scrivere le sue ricette, dalla moglie per incartare le marmellate, per le cotolette al cartoccio, per foderare i cassetti, dai nipotini per i loro scarabocchi, e finalmente da Colette per chiudere il racconto dedicato alla memoria del padre.
Consigli di lettura:
Jules Joseph Colette, Opera omnia, mai scritta.
Colette, Il capitano, in Eadem, Sido, Adelphi, 2011.

lunedì 25 giugno 2018

Sylvia Plath

“Povera Plath troppo alta per le miserie della terra,/meglio certamente la morte/e un forno crematorio/alle continue bruciature del vento,/meglio Silvia l'avveniristica impresa/di una donna che voleva essere donna/che è stata scalpitata da un uomo femmina.” Solo Alda Merini, ritrattista d'eccezione, poteva dare lucidità alla follia della Plath. Di parole se ne sono dette tante, ma forse non saranno mai abbastanza. Bisogna leggere tutto di Sylvia, e di Ted*. E giacché vi trovate leggete anche l'ultimo di Connie Palmen.
*Ted Hughes ha dedicato a Sylvia Lettere di compleanno, già (stra)consigliato: Ted Hughes in 500 caratteri

Consigli di lettura:
Leonetta Bentivoglio, Sylvia Plath. Il lamento della regina, Edizioni Clichy, in ristampa.
Connie Palmen, Tu l'hai detto, Iperborea, 2018.

lunedì 18 giugno 2018

Beppe Fenoglio

“Sempre sulle lapidi, a me basterà il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano.” Insieme alla dichiarazione di Calvino (“Il più solitario di tutti noi riuscì a fare il romanzo che tutti avevamo sognato”) è la frase che meglio restituisce il ritratto di Fenoglio, così come Una questione privata è il romanzo che più lo rappresenta. C'è tutto: la guerra, la Resistenza, l'amore, la giovinezza, la musica, la lingua inglese, il paesaggio italiano, la fatica di scrivere...
Consigli di lettura:
Beppe Fenoglio, Una questione privata, Einaudi, 2014.
Piero Negri Scaglione, Questioni private. Vita incompiuta di Beppe Fenoglio, Einaudi ET, 2007.

lunedì 26 marzo 2018

Rainer Maria Rilke

“Appena un artista ha trovato il vivo centro della sua attività, nulla per lui è così importante come mantenervisi […]: il suo posto non è mai, neanche per un attimo, accanto allo spettatore e al critico”. Rilke visse fino allo stremo delle sue forze il dissidio fondamentale dell'artista tra la vita e il lavoro, non rinunciando mai alle sue inquietudini, convinto che “scacciando il demone avrebbe respinto anche gli angeli”. La sua poesia è uno dei tentativi più riusciti di allargare lo sguardo oltre la vacuità delle cose.
Consigli di lettura:
Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi, Feltrinelli, 2014
Rainer Maria Rilke/Lou Andreas Salomé, Da qualche parte nel profondo, Passigli, 2009

lunedì 12 marzo 2018

Maria Bellonci

“È l'alba agra di una primavera nebbiosa, sono a letto, la balia Colomba mi desta all'improvviso dicendo cose troppo terrificanti per essere vere.” Forse l'incipit di Rinascimento privato Maria Bellonci lo aveva preso dalla sua stessa esistenza. Da quel lavoro che iniziava all'alba, quando ancora a letto, circondata da libri e dizionari, iniziava a scrivere. E da quel dolore che si portava dietro per la perdita del compagno di vita e di lettere Goffredo Bellonci. Con lui aveva fondato il Premio Strega, frutto di quella bellezza intellettuale cui aspirava la sua stessa scrittura.
Consigli di lettura:
Maria Bellonci, Rinascimento privato, Mondadori, 2016
Maria Bellonci, Il premio strega, Mondadori, 2003

lunedì 5 marzo 2018

Thomas Mann

“Mio padre [...] era un temperamento nordico: contemplativo, profondo […] incline alla malinconia; mia madre, d'indefinito sangue esotico, bella, sensuale, ingenua, […] passionale e indolente. Una mescolanza che, senza dubbio, racchiudeva in sé possibilità straordinarie e straordinari pericoli.” Nelle parole di Tonio Kröger all'amica Lisaweta c'è lo stesso Thomas Mann: il dissidio tra il Nord e Sud dei genitori, il conflitto del borghese smarritosi nell'arte, il bohémien con la nostalgia delle buone maniere.
Thomas Mann, Tonio Kröger, Einaudi, 2016
Thomas Mann, Romanzo di una vita, Il Saggiatore, 2012

lunedì 5 febbraio 2018

Maria Corti

“Al di là degli eventi che passano, le Carte durano, ciascuna con la sua minuscola storia e vivono [...] E quando anche noi ce ne andremo, loro le Carte resteranno lì e non sapranno mai che non ci siamo più.” Maria Corti, filologa, scrittrice, semiologa, ha rincorso i fantasmi della letteratura e grazie alla passione e alla grande forza di volontà che la contraddistinguevano ha dato vita, tra le altre cose, a quella meraviglia del Fondo Manoscritti di Pavia dove «vivono» i carteggi di molti dei migliori autori italiani moderni e contemporanei.
Maria Corti, Ombre dal fondo, Einaudi, 1997
Maria Corti, Dialogo in pubblico. Intervista di Cristina Nesi, Bompiani, 2006