lunedì 22 maggio 2017

J.D. Salinger

“Non so, mi sembrava una tale mancanza di buon gusto voler fare la protagonista. […] Sono stufa di tutti questi ego, ego, ego. Del mio e di quello degli altri. Sono stufa della gente che vuol arrivare da qualche parte, fare qualcosa di notevole eccetera, essere un tipo interessante. È disgustoso, disgustoso e basta.” Salinger doveva condividere il pensiero della sua Franny se a un certo punto della sua vita decise di ritirarsi completamente dalla vita pubblica e di scrivere solo per se stesso.
Consigli di lettura:
J.D. Salinger, Franny e Zooey, Einaudi, 2014
Ian Hamilton, In cerca di Salinger, tr. it. Maria Pace Ottieri, Minimum Fax, 2001

lunedì 15 maggio 2017

Annie Vivanti

“È difficile lasciarla questa vitaccia, finché resta anche un sol imbecille che vi gridi brava! [...] Io sono un pezzetto di palcoscenico, come gli alberi di carta pesta e le case dipinte. Toglili al gas della ribalta e non sono più buoni a nulla”. Con un passato da artista di cafè chantant e una vita romanzesca, Annie Vivanti aveva continuato a raccontare, con la benedizione di Croce e di Carducci, le donne della sua epoca e la vanità della gloria. Da leggere, con tutti gli stereotipi del caso.
Consigli di lettura:
Annie Vivanti, Marion artista di caffè concerto, Sellerio, 2006
Annie Vivanti, I divoratori, Sellerio, 2008

lunedì 8 maggio 2017

Massimo Recalcati

“Non è questo il movimento essenziale che caratterizza il lavoro di ogni insegnante degno di questo nome? Aprire vuoti nelle teste, aprire buchi nel discorso già costituito, fare spazio, aprire le finestre, le porte, gli occhi, le orecchie, il corpo, aprire mondi, aprire aperture impensate prima […] animare il desiderio di sapere. Per questa ragione ogni insegnamento che sia tale muove l'amore, è profondamente erotico.” Che si rivolga agli insegnanti o ai genitori, Recalcati con i suoi libri «apre».
Consigli di lettura:
Massimo Recalcati, L'ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento, Einaudi, 2015.
Massimo Recalcati, Le mani della madre. Desiderio, fantasmi ed eredità del materno, Feltrinelli, 2016

lunedì 1 maggio 2017

Grazia Deledda

“- Grazietta vai a casa, si è fatto tardi. - No, non ci vado a casa. Devo osservare il tramonto del sole e come la luna illumina il monte: è il mio lavoro!”. Altro che «massaia primitiva», Grazia Deledda aveva le idee ben chiare su quello che voleva diventare. Come sapeva bene che per affermarsi come scrittrice le sarebbe stato necessario sposarsi e trasferirsi da Nuoro a Roma. La disciplina ferrea con cui ha scritto i suoi libri e il Nobel per la Letteratura, vinto nel 1926, hanno dimostrato che aveva ragione.
Consigli di lettura:
Grazia Deledda, La madre, Mondadori, 2015
Grazia Deledda, Cosima, Il Maestrale, 2007

lunedì 24 aprile 2017

Ugo Riccarelli

“Ricordò le parole, la dolcezza e le storie con cui la levatrice aveva ammorbidito il sangue di quel parto e provò commozione. Suo figlio avrebbe dovuto essere omaggio a quelle onde gentili. Avrebbe dovuto sapere, conoscere la magia del raccontare.” Ugo Riccarelli ci ricorda Marquez e a tratti ci ammalia come lui. La vita, nei suoi scritti, diventa una storia da raccontare che annienta anche la morte, come nella favola di Sherazade. E così nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Anche il dolore.
Consigli di lettura:
Ugo Riccarelli, Il dolore perfetto, Mondadori, 2012
Gabriel García Marquez, Cent'anni di solitudine, Mondadori, 2016

lunedì 17 aprile 2017

Anaïs Nin

“Guardai un orologio per leggere la verità. Le ore passavano come le figure di avorio degli scacchi, battendo note di piano, i minuti si inseguivano su fili montati come soldatini di latta. Ore come alte donne d'ebano con gong tra le gambe che risuonavano di continuo tanto da non poterne tenere il conto.” Tutti conoscono i racconti erotici di Anaïs Nin e la sua storia con Miller, ma pochi sanno dei rapporti con la psicanalisi, con il cinema surrealista e del suo romanzo dell'inconscio. Da rileggere.
Consigli di lettura:
Anaïs Nin, La casa dell'incesto, Feltrinelli, 2007
Anaïs Nin, Diario I-VI, Bompiani, 2016

lunedì 3 aprile 2017

Henry Miller

“È l'autunno del mio secondo anno a Parigi. Ci sono stato mandato per una ragione che ancora non sono riuscito a penetrare. Non ho né soldi, né risorse, né speranze. Sono l'uomo più felice del mondo. Un anno, sei mesi fa, pensavo d'essere un artista. Ora non lo penso più, lo sono”. Quanti scrittori possono vantare un incipit così folgorante? Vale la pena leggere le storie di Henry Miller, lo spiantato divenuto scrittore di successo.
Consigli di lettura:
Henry Miller, Tropico del cancro, Feltrinelli, 2005
Henry Miller/Anaïs Nin, Storia di una passione. Lettere 1932-1953, Bompiani, 2013